Bonus Ristrutturazioni 2025: impianti di allarme e videosorveglianza ammessi alla detrazione

Bonus Ristrutturazioni 2025: impianti di allarme e videosorveglianza ammessi alla detrazione

Nel 2025 gli impianti di allarme e videosorveglianza sono ancora detraibili con il Bonus Ristrutturazioni. Scopri le nuove aliquote, i limiti di spesa e come ottenere il beneficio fiscale.

🔍 Le novità della Circolare 8/E del 19 giugno 2025

La Circolare n. 8/E dell’Agenzia delle Entrate del 19 giugno 2025 chiarisce le nuove regole sui bonus edilizi introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024).
Tra gli interventi agevolabili confermati rientrano anche quelli destinati alla sicurezza domestica, come l’installazione di impianti di allarme, antifurto e videosorveglianza. Si tratta di spese che rientrano nel Bonus Ristrutturazioni, previsto dall’articolo 16-bis del TUIR, dedicato agli interventi per la prevenzione di atti illeciti da parte di terzi.


🏠 Cosa copre il Bonus Ristrutturazioni 2025

Il Bonus Ristrutturazioni 2025 consente di detrarre una parte delle spese sostenute per interventi di manutenzione, restauro, recupero edilizio e sicurezza degli immobili residenziali.

Le nuove aliquote introdotte dalla Circolare 8/E prevedono:

  • 36% per le spese sostenute nel 2025,

  • 30% per le spese sostenute nel 2026 e 2027,

  • fino a un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare.

Se l’intervento riguarda l’abitazione principale del proprietario o dell’usufruttuario, la detrazione sale al:

  • 50% nel 2025,

  • 36% nel 2026 e 2027.


🔒 Impianti di allarme e videosorveglianza: spese ammissibili

Gli impianti di sicurezza rientrano tra le opere detraibili perché mirano a prevenire atti illeciti, come furti, intrusioni o aggressioni.
Sono quindi agevolabili le seguenti spese:

  • installazione di impianti antifurto o allarmi wireless;

  • sistemi di videosorveglianza con controllo remoto o collegamento a centrali di vigilanza;

  • sensori di movimento, telecamere, videocitofoni smart;

  • porte blindate, inferriate, tapparelle di sicurezza e serrature elettroniche;

  • spese per progettazione, manodopera, collaudo e certificazioni.

Gli impianti di allarme non rientrano invece nell’Ecobonus, nel Sismabonus o nel Superbonus, poiché non comportano né un risparmio energetico né un miglioramento antisismico.

.

Condividi questa notizia
Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on linkedin
LinkedIn
Share on pinterest
Pinterest
Share on whatsapp
WhatsApp
Share on email
Email
I nostri servizi
RICHIEDI UNA
CONSULENZA GRATUITA

I NOSTRI ESPERTI TI CONTATTERANNO PER UNA SOLUZIONE PERSONALIZZATA