Bonus ristrutturazioni edilizie 2018: inseriti anche gli impianti di allarme e sistemi di sicurezza.

La Legge di Bilancio 2018 ha confermato la proroga al 31 dicembre di quest’anno del Bonus ristrutturazione edilizia, ossia della detrazione d’imposta del 50% delle spese sostenute, fino a un massimo di 96.000 €, riservata a tutte le persone fisiche che realizzano lavori di ristrutturazione sulle proprie unità abitative.

Tra gli interventi che danno diritto alla detrazione c’è anche l’installazione di impianti di allarme e sistemi di sicurezza.

Anche per tutto il 2018, dunque, si possono installare, sostituire o “riparare con innovazioni” gli impianti di allarme e ottenere il rimborso del 50% della spesa sostenuta per questi, fino a un importo massimo di 96.000 €.

Il tetto dei 96.000 € non si riferisce solo all’installazione di allarmi ma al bonus ristrutturazione nel suo complesso. Il beneficio viene erogato come detrazione IRPEF in 10 rate annuali di uguale importo, fino alla capienza massima IRPEF della persona che chiede la detrazione, a partire dall’anno successivo rispetto all’effettuazione dei lavori.
Di seguito il video sul canale YouTube dell’Agenzia con tutte le novità per usufruire dello sconto fiscale:

Le condizioni da rispettare per ottenere il Bonus sicurezza 2018:

  • l’impianto di allarme deve essere installato da un professionista in possesso della certificazione 37/08, ex 46/90, necessaria per operare sugli impianti domestici
  • il pagamento deve essere effettuato con bonifico cosiddetto “parlante”
  • nella dichiarazione dei redditi, che si fa con il modello 730 o con UNICO, è necessario indicare la spesa per cui si richiede la detrazione e i dati catastali dell’immobile su cui è stato effettuato l’intervento
  • bisogna essere in regola con il pagamento di IMU eventualmente dovuta e TASI: la certificazione di questi pagamenti non deve essere allegata alla dichiarazione dei redditi, ma potrebbe essere richiesta in sede di controllo (e, se non è stata effettuata, far decadere il beneficio)
  • bisogna conservare i documenti relativi ai lavori: anche questi non sono richiesti in fase di dichiarazione dei redditi, ma potrebbero essere soggetti a un controllo negli anni successivi.

E’ inoltre detraibile il costo complessivo dell’impianto d’allarme o del sistema antifurto che viene installato comprensivo di IVA, che ricordiamo essere agevolata (al 10%) per questo genere di dispositivi.

Perché la detrazione venga riconosciuta  è necessario che la spesa sia fatta con un bonifico parlante: devono essere indicati

  • il numero della fattura che viene pagata,
  • nome, cognome e codice fiscale del richiedente
  • codice fiscale (o partita IVA) dell’azienda che effettua i lavori
  • il riferimento normativo “Bonifico per detrazioni previste dall’art. 16-bis del Dpr 917/1986”

Avendo cura di soddisfare questi requisiti e tutta la procedura descritta sopra, gli investimenti per la ristrutturazione dell’abitazione e per l’installazione di impianti di allarme non solo si ripagano nel tempo in termini di maggiore efficienza e sicurezza, ma possono anche dare luogo a un significativo risparmio nel medio periodo.